giovedì 5 luglio 2012

Caravaggio, ritrovati 100 disegni, Denunciati gli autori della “scoperta”

Disegni di Caravaggio. Denunciati gli autori della “scoperta”

Procurato allarme, lesioni all’immagine dell’istituzione e alla reputazione della conservatrice del Civico Gabinetto dei disegni del castello, pubblicazione non autorizzata di novantasei bozzetti del Fondo Peterzano. Sono i tre motivi della denuncia che il Comune di Milano è deciso a portare avanti contro gli studiosi Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolliautori dello scoop sui presunti disegni ritrovati di Caravaggio dal valore  di «700 milioni».
Curuz e Fedrigolli, che hanno affermato di aver visto la mano di Michelangelo Merisi in un centinaio di disegni del Fondo Peterzoni, archivio notissimo agli studiosi, hanno anche riferito alla stampa di aver visitato le stanze del Castello Sforzesco, dove il fondo è custodito, al di fuori degli orari di ufficio. Questo è bastato perché il Comune avviasse le pratiche per una denuncia di procurato allarme e lesione all’istituzione e alla reputazione del funzionario pubblico responsabile dei controlli del castello. Inoltre, quando i due ricercatori il 5 luglio hanno comunicato in esclusiva all’Ansa la formidabile notizia del ritrovamento dei bozzetti, non si erano ancora premuniti dell’autorizzazione per l’uso commerciale delle foto dei disegni, pubblicate nel loro e-book messo in vendita online. Soltanto il 4 luglio hanno inviato la richiesta al Comune e solo dopo la pubblicazione dell’e-book avrebbero pagato i 7 mila euro di diritti per l’uso delle fotografie.
Oltre alla denuncia, l’assessore alla Cultura al Comune di Milano, Stefano Boeri, ha deciso di far cambiare tutte le serrature del Castello Sforzesco che conducono al prezioso Fondo Peterzano, e di pubblicare sul sito del Comune i disegni attribuiti a Caravaggio.

Caravaggio, ritrovati 100 disegni

Le opere inedite attribuite al giovane Merisi quando era allievo di Peterzano. Valore stimato circa 700 milioni. La ricerca e le tavole da domani pubblicate da Amazon in due e-book.

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   Per la storia dell'arte potrebbe essere una svolta storica. Si tratta di un centinaio di opere assolutamente inedite - disegni e alcuni dipinti - attribuite da un'equipe di studiosi ai 'primi passi' di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio quando, appena adolescente, era allievo nella bottega del pittore manierista Simone Peterzano, dal 1584 al 1588.
   Le opere, il cui valore stimato e' di circa 700 milioni di euro, sono venute alla luce grazie ad una lunga ed accurata ricerca svolta da un gruppo di esperti, guidato da Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli, da domani pubblicata da Amazon in due e-book di 600 pagine dal titolo 'Giovane Caravaggio. Le cento opere ritrovate'.
   Attraverso un migliaio di immagini e puntuali confronti con i capolavori romani e napoletani del Merisi, le due pubblicazioni illustrano e ricostruiscono, in quattro lingue, la prima produzione artistica del genio lombardo, fino a oggi rimasta sconosciuta. Per due anni, gli studiosi hanno compiuto frequenti sopralluoghi nell'area di Caravaggio e nelle chiese milanesi ed hanno letteralmente setacciato il Fondo Peterzano, custodito nel Castello Sforzesco (di proprieta' del comune di Milano) e contenente 1.378 disegni del maestro e degli allievi che lavoravano con lui.
   ''Era impossibile che Caravaggio non avesse lasciato nessuna testimonianza della sua attivita' durata dal 1584 al 1588 presso la bottega di un pittore all'epoca famoso e ricercato'' sostiene Bernardelli Curuz, direttore artistico della Fondazione Brescia Musei. E infatti ha messo a punto una rigorosa metodologia di indagine che ha permesso in primo luogo di individuare il canone geometrico che sottende le raffigurazioni del primo periodo romano, i volti di efebo fino al 'Ragazzo morso dal ramarro'.
   ''Ogni pittore ne ha uno, come fosse una matrice stilistica'', sottolineano i due studiosi che quindi hanno proceduto a rintracciare quelle stesse proporzioni nei disegni di studio che ogni allievo aveva il compito di realizzare fino a impararli a memoria, declinandoli nelle piu' diverse fisionomie e posture. Dei circa cento disegni rinvenuti nel Fondo della Bottega di Peterzano, ben 83 ''saranno ripresi piu' volte nelle opere della maturita' - sottolineano - a dimostrazione che il giovane pittore parti' da Milano con canoni, modelli, teste di carattere e alcune possibili varianti stilistiche, pronti per essere utilizzati nei dipinti romani''. I due ricercatori hanno individuato il ''canone geometrico'' dei volti anche in un dipinto di Simone Peterzano, il ''quadrone'' nella chiesa milanese dei Santi Paolo e Barnaba in cui viene raffigurato 'Il Miracolo dei santi Paolo e Barnaba a Listri'', eseguito dal maestro manierista nel 1573, ma considerato da Roberto Longhi ''fortemente precaravaggesco''. Qui un sospetto gruppo di ritratti giustificherebbe l'intuizione di Longhi, in quanto quei personaggi sarebbero stati, come lo stesso Caravaggio, ancora troppo giovani per apparire in tali ruoli e fogge.
   Le evidenti incongruenze temporali, e le diversita' di stile, hanno portato gli studiosi a indagare quello che ritengono un rifacimento eseguito nel 1590 dal Merisi, probabilmente proposto dalla sua storica protettrice Costanza Sforza Colonna, benefattrice dei Barnabiti. In quello che potrebbe essere stato il suo primo lavoro in autonomia, emerge ''una cifra di assoluta originalita''', senza contare, sottolinea Bernardelli Curuz, che almeno nove di quei ritratti tornano nella sua successiva produzione. ''Come la raffigurazione di Carlo Bascape', superiore generale dei Barnabiti e direttore spirituale di Costanza, che ha lo stesso volto di un personaggio dell''Ecce Homo' o quello di Alessandro Sauli che riappare nell''Incredulita' di San Tommaso'''.
   Quella ''rapida e violenta modalita' di stesura del segno'' potrebbe infine essere la stessa che il giovane allievo infonde nelle brevi righe di un biglietto di protesta, anch'esso rinvenuto nel Fondo Peterzano, che ''mette in luce attriti e incomprensioni tra due temperamenti agli antipodi''. Il breve scritto e' stato sottoposto (ma solo in foto) a perizia grafologica in un confronto con ricevute vergate da Caravaggio nel 1605-1606. Per l'esperta grafologa Anna Grasso Rossetti, perita del tribunale di Brescia, i diversi biglietti sarebbero della stessa mano, quindi tutti autografi di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

 di Nicoletta Castagni

Ecco i disegni attribuiti a Caravaggio


Milano, 10 luglio 2012 – Sono disponibili sul sito del Comune di Milano, all’indirizzo www.comune.milano.it nella sezione News, i 96 disegni del Fondo Peterzano, di proprietà del Comune, attribuiti da due studiosi al Caravaggio.
Ciascuna immagine è accompagnata da una scheda con i numeri d’inventario e il soggetto raffigurato redatta dal Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco.
A partire giovedì 12 luglio le immagini e le relative schede informatizzate saranno disponibili e consultabili da tutte le postazioni informatiche delle biblioteche civiche milanesi, all’indirizzo http://graficheincomune.comune.milano.it/ e digitando nella maschera di ricerca ‘Fondo Peterzano’.
Sullo stesso motore di ricerca sono inoltre consultabili oltre 30.000 schede con immagini di opere grafiche o librarie finora informatizzate, facenti parte delle seguenti raccolte civiche del Castello Sforzesco: Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, Civico Gabinetto dei Disegni, Civica Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli". Tra queste il codice di Leonardo da Vinci conservato alla Biblioteca Trivulziana.

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