lunedì 23 dicembre 2013

Sesso e Zodiaco


SESSO E ZODIACO



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venerdì 8 novembre 2013

Trucchi per Sedurre ogni Segno dello Zodiaco


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Come Conquistare

 Uomini e Donne 

di ogni Segno Zodiacale 

  potenzialità e debolezze

 inclinazioni e fobie

 trucchi per sedurre ogni segno dello zodiaco.

Ecco Tutti i Segni  :






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mercoledì 6 novembre 2013

IMAGO : Cofanetto Regalo


IMAGO
Ecco il nome delle carte che ho disegnato
ispirandomi all' antico gioco dei
TAROCCHI

Non devi essere un Mago o un Strega
per leggere il Futuro

Non ti spaventare e' solo un gioco 
basato sulle immagini .

Dopo uno studio che ho realizzato in 5 anni 
ho scoperto
 che molti Imperatori , Re e Regine ,
prima di ogni battaglia ,
alla vigiglia di un matrimonio ,
insomma quando dovevano Affrontare una 
Grande decisione sulle sorti del loro Regno ,
si affidavano al loro Mago di corte ,
oppure
 all' Astrologo che interpretava
 il movimento dei pianeti ,
spesso suggerendo soluzioni sbagliate
o negative per il popolo sottomesso .

Ogni giorno si sentono Storie di Finti Guru ,
Gruppi di Satanisti che con Riti Magici ,
Promettono la Realizzazione di chissa' cosa ,
per poi Scoprire che ti Rubano 
Tempo e Denaro
o chiedono Sesso .

Le IMAGO sono Immagini
Iconograficamente Attuali e Semplici ,
le puoi giocare con amici che ti aiuteranno
nell'interpretazione ,
puoi giocarle con i tuoi figli , con la tua compagna ,
ricorda che e' sempre un gioco ,
la decisione finale devi prenderla solo tu
le carte ti possono aiutare 
solo per Avere un'altro punto di vista , 
SDRAMMATIZZARE , IRONIZZARE ,
puo' Essere Utile a Cercare altre Soluzioni 
ALTERNATIVE
e consultarle con amici o persone a te vicine
ti puo' aiutare a condividere i tuoi dubbi e perplessita'
Rendendo piu' stabili e Rafforzano i tuoi rapporti sociali .
Senza doverti Affidare a personaggi
Strani e Ciarlatani , Truffatori .
Gioca con le IMAGO



Ho realizzato un Cofanetto di legno
che contiene il mazzo di Carte 
ed un Libricino di Suggerimenti
che Usando la Legge 
della Casualita' aiuta nella
 Previsione del Futuro
OTTIMO COME REGALO
Perfetto per collezionisti

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Manifesto 50 x 70 centimetri
 Se ti piace chiedimelo nello spazio commenti
Ottimo come regalo
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 MAGO
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venerdì 1 novembre 2013

Leggi il Giornale e Sei Pagato






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sabato 26 ottobre 2013

La Gioconda in ITALIA



Se dalla Francia non arriveranno presto risposte formali sulla richiesta di un prestito temporaneo all’Italia della Gioconda di Leonardo da Vinci, custodita al Louvre di Parigi, non si escludono eclatanti azioni non violente, come ad esempio marce e manifestazioni di protesta nella capitale francese compreso l’incatenamento davanti al ministero dei Beni culturali francesi a Parigi da parte di cittadini, esperti e storici dell’arte italiani.

È la denuncia di Silvano Vinceti, presidente del Comitato per la valorizzazione dei beni culturali, promotore tra l’altro della ricerca a Firenze, nell’ex convento di Sant’Orsola, delle spoglie di Lisa Gherardini, la modella che ispirò il quadro che raffigura la leonardiana Monna Lisa. È passato un mese dalla lettera inviata dal comitato presieduto da Vinceti per fissare l’incontro con il direttore generale del patrimonio dei beni culturali francese; un incontro voluto dal ministro Aurelie Filippetti nella lettera di risposta alla richiesta dello stesso Comitato per verificare le condizioni per il rientro della Gioconda a Firenze in occasione di una mostra temporanea di 30 giorni.

L’esposizione è stata pensata da Vinceti per ricordare il centenario del furto della Gioconda dal Louvre, dipinto poi recuperato a Firenze nel 1913. «Per adesso nulla si muove da Parigi – ha dichiarato Silvano Vinceti – dalle informazioni raccolte risulta che la pratica è stata inviata alla direzione dei musei francesi del ministero medesimo. Al fine di dare maggiore forza alla nostra richiesta e rendere manifesta la volontà di molti italiani di riavere in Italia, anche se per un breve periodo, il quadro di Leonardo da Vinci, riprende la nostra raccolta delle firme della petizione a sostegno di questa battaglia». Vinceti ha aggiunto: «L’atteggiamento del direttore generale del patrimonio culturale del ministero francese è incomprensibile. In passato sono state raccolta più di 150.000 firme a sostegno di questa nostra giusta richiesta.

Da oggi riprenderemo la raccolta firme anche per sollecitare l’alto funzionario francese. Invito tutti quelli che si sono impegnati in questa mobilitazione a riprenderla con slancio ed entusiasmo». «Mi auguro – aggiunge – che anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, apponga la sua firma alla petizione.

Se nelle prossime settimane non vi sarà l’appuntamento a Parigi, come espresso dal ministro Filippetti nella lettera a noi inviata, attiverò una serie di eclatanti azioni non violente e non escludo nemmeno l’incatenamento davanti al ministero dei Beni culturali francese a Parigi. Spero che tutto si possa risolvere in forme positive, diversamente opererò e opereremo di conseguenza». Nel frattempo la provincia di Firenze, che si è detta disponibile ad accogliere la Gioconda a Palazzo Medici Riccardi, ha completato la elaborazione del piano di sicurezza richiesto per la presenza del capolavoro in città.


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martedì 8 ottobre 2013

LINKS: RIPRISTINIAMO STORIA DELL'ARTE NELLE SCUOLE


RIPRISTINIAMO STORIA DELL'ARTE 

NELLE SCUOLE ITALIANE

Nell’auspicio che la prossima legislatura veda il tema della Scuola al centro di una nuova Politica, all’insegna del recupero di valori quali legalità e senso civico, una delle prime scelte che andrebbero fatte, e che segnerebbe un evidente punto di discontinuità con le precedenti gestioni, è sicuramente il recupero di alcune discipline tagliate e vilipese in maniera davvero gravissima per un Paese come l’Italia. Mi riferisco in particolar modo alla Storia dell’arte. E’ ormai nota a molti l’entità dei tagli subiti da questa materia in diversi indirizzi delle scuole secondarie superiori. Nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, impedire ai ragazzi di maturare una adeguata conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico significa ostacolare una formazione culturale degna di questo nome, ma anche impedire la formazione di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo Cultura. Se non si impara la storia dei luoghi e dei monumenti che ci circondano, come si potrà capire chi siamo e maturare quel valore imprescindibile del rispetto per i luoghi e gli spazi comuni? Alcune proposte in passato auspicavano lo studio della storia dell’arte fin dalla scuola primaria, invece abbiamo dovuto assistere al paradosso della eliminazione di questa fondamentale disciplina dai bienni della scuola superiore! Ecco, un atto non solo fortemente simbolico ed emblematico, ma necessario in un Paese come il nostro, sarebbe proprio quello di porre rimedio a tale scempio e, perché no, potenziare ulteriormente la possibilità di studio del nostro patrimonio artistico.
firma l' APPELLO ...
LINKS: RIPRISTINIAMO STORIA DELL'ARTE NELLE SCUOLE: Storia dell’Arte a scuola?  Cancellata dal decreto Gelmini,  non viene reintrodotta dal Ministro Carrozza.  E parte l’appello...

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domenica 1 settembre 2013

IMAGO : Gioca con le Tue Carte







La Parola Di Quelo

Il profeta di QUELO

Tu cerchi la risposta ma la risposta non la devi cercare fuori

la risposta è dentro di te è però è sbagliata!

Se sei arrivato qui é perché cerchi, anche te, una risposta.

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Questo video sintetizza con satira 
il MAGO TRUFFATORE
se vuoi ridere guardane altri esempi 
cliccando QUI sotto


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giovedì 11 luglio 2013

Bronzi di Riace : vivere solo di cultura e turismo



Ho presentato un’interrogazione al Ministro della Cultura Massimo Bray, annunciando che, secondo quanto si apprende dagli articoli a mezzo stampa di Antonietta Catanese (Il Quotidiano della Calabria), il Museo della Magna Grecia della Calabria non verrà aperto prima del 2014, quando originariamente doveva essere inaugurato nel 2011 in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità di Italia.

Rispetto alla spesa iniziale di 11 milioni oggi si è raggiunta la cifra di 33 milioni. I lavori di restauro sono ancora in corso e i Bronzi di Riace giacciono “pietosamente adagiati sul dorso” in una stanza del Palazzo Campanella nella sede del Consiglio regionale della Calabria. Senza alcuna indicazione per i turisti.

Anche alla luce della censura dell’Unesco, che considera l’abbandono dei Bronzi “una vergogna”, ho chiesto che i Bronzi di Riace vengano salvati dall’incuria e dall’oblio, e che venga valorizzato tutto il patrimonio culturale del Museo nazionale della Magna Grecia.

Celeste Costantino La deputata di Sel,


Quando si parla di cultura è impossibile non scadere nella retorica. E in questi venti anni purtroppo è stata fin troppo esasperata. Siamo sicuramente tutti d'accordo sulle frasi classiche che accompagnano il tema da sempre: "siamo il Paese più ricco del mondo", "viviamo in città-museo a cielo aperto", "potremmo vivere solo di cultura e turismo" eccetera, eccetera. In verità, benché in campagna elettorale si è tutti bravi a sottolineare temi culturali e salvaguardia del nostro patrimonio archeologico, alle parole non sono mai seguiti i fatti. Basti pensare a quell'1,1% di spesa pubblica destinata alla cultura, cifra molto bassa, circa la metà della media europea, che ci fa essere fanalino di coda in Europa.
Il Colosseo è stato solo il caso più simbolico di settimane in cui è davvero accaduto di tutto: musei italiani che chiudono di colpo per le proteste dei custodi, la Reggia di Caserta in stato di totale abbandono, i Bronzi di Riace senza una casa da 1.300 giorni, l'ultimatum dell'Unesco al governo italiano per rimarginare le ferite di Pompei, la scuola del Piccolo teatro di Milano in crisi, l'ennesimo taglio al tax credit per il cinema, le fondazioni liriche (Maggio fiorentino e Carlo Felice di Genova su tutte) sull'orlo del default. Facile dire "puntiamo su cultura e turismo", ma ancora dal governo non è arrivata una minima risposta scritta.
Anzi forse a pensarci bene alcune lettere sono arrivate, proprio al ministro della Cultura Massimo Bray: nei giorni del suo insediamento al Mibac, (proprio quando Letta in Tv assicurava "se ci saranno tagli a scuola e cultura mi dimetterò") non aveva ancora controllato la cassetta della posta. Ad attenderlo c'erano 8.000 bollette della luce arretrate e mai pagate, per la modica cifra di 40 milioni.
Bray adesso si è ritrovato nella infelice posizione di fare appello alla sensibilità di Letta e Napolitano per cercare di ripianare i debiti. Urgono provvedimenti urgenti, prima di perdere tutto. Non sappiamo ancora quanto potrà essere la somma stanziata per tappare i buchi di questo disastro all'italiana. Sicuramente è possibile dire che anche quest'anno bisognerà prepararsi alle ennesime "lacrime e sangue" di tutto il comparto culturale.
Le cifre comunicate dal Mibac non fanno certo intravedere una inversione di tendenza. Basta purtroppo fare i calcoli degli investimenti tagliati: dal 2008 abbiamo perso circa un miliardo e 300 milione di fondi. Cinque anni di colpi inferti alle nostre più grandi ricchezze.
"Soluzioni subito o boicottiamo Venezia" è il grido del mondo del cinema italiano riunitosi per il Festival di Taormina. Per il cinema diventa sempre più complicato destreggiarsi tra la riduzione del tax credit (diminuito da 80 milioni a 30 per il 2014) e il taglio del Fondo Unico per lo spettacolo 2013 (decurtato del 5,2%, ovvero 72,4 milioni di euro)
Le fondazioni liriche presentano debiti per 330 milioni di euro. E se non si interviene subito potremmo dire addio al Maggio fiorentino (anche se in questi giorni si cerca di fare di tutto per scongiurarne la liquidazione). Alla finestra stanno anche altre 11 fondazioni lirico-sinfoniche che dal 1996 non hanno risposte dalla politica. Nessuno si è occupato dei nostri teatri lirici in venti anni. Nessuno. A forte rischio anche il Carlo Felice di Genova che, con perdite di 3 milioni nei sei mesi del 2013, fa fatica a pagare gli stipendi. In crisi anche i teatri stabili a cui è stato tagliato dal bilancio il 5,3% di risorse; oggi contano su 62,5 milioni di euro per 68 teatri. E l'ottimismo certo non regna: "così rischiamo di chiudere".
I contributi pubblici 2013 per gli istituti culturali sono stati decurtati del 18% rispetto al 2009, afferma il ministero, raggiungendo 14,6 milioni di euro. Tagli e proteste anche per musei e siti culturali: in Italia sono circa cinquemila, uno ogni 10.900 abitanti secondo Confcultura. Gli istituti statali sono in tutto 420 (200 musei, 220 monumenti), in molti casi con forti problemi di personale dovute anche al blocco del turn over che incombe sul Mibac. Per il 2013 l'organico dovrebbe essere composto da 19.132 unità, ma i dipendenti in servizio sono solo 18.568.
Mancano come sempre i soldi per la manutenzione ordinaria di monumenti e siti archeologici. Il programma dei lavori pubblici infatti conterà per il 2013 su soli 47,6 milioni: il 76% in meno rispetto a 10 anni fa. Ridotte all'osso anche le disponibilità per le emergenze e le manutenzioni straordinarie (pensiamo agli ultimi terremoti in Abruzzo, Emilia e Toscana, ma anche agli allagamenti come quello che ha sommerso l'area archeologica di Sibari). Per il 2013 stanziati 27,5 milioni, oltre il 58% in meno rispetto al 2008.
Se investiamo solo poco più dell'1 per cento in cultura, dobbiamo considerare che produciamo il 5,4% della ricchezza prodotta, ovvero 75 miliardi di euro. Sono circa un milione e quattrocento mila persone, il 5,7% degli occupati, che con la cultura ci "mangia", secondo lo studio Symbola/Unioncamere. Tutta la "filiera della cultura", in cui includiamo settori dell'indotto come il turismo legato alle città d'arte, il valore aggiunto prodotto dalla cultura schizza dal 5,4 al 15.3% del totale dell'economia nazionale. Insomma cifre che sottolineano un'evidenza: il valore aggiunto prodotto dalla cultura ha un effetto moltiplicatore senza eguali, attivando altri comparti dell'economia. Anche stavolta, quando passeremo dalla retorica ai fatti?



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