giovedì 3 dicembre 2015

Papessa Giovanna




È mai esistita una papessa?

La Papessa, ritratta su una carta dai Tarocchi Visconti-Sforza eseguiti da Bonifacio Bembo, ca. 1450, 

Storia di una leggenda.

Secondo alcuni autori medioevali, nell’855, dopo Leone IV, una donna, arrivata a Roma travestita da 
frate sarebbe diventata papa. Avrebbe regnato con il nome di Giovanni Anglico, o Angelico, e sarebbe poi stata scoperta nell’858, perché durante una processione partorì un figlio. Si tratta però di un falso storico. Ecco perché.

CRONACHE MEDIOEVALI. Nelle storie ufficiali non se ne parla, ma diverse fonti medioevali narrano di una donna che riuscì a diventare papa. Martin Polono di Troppau, nelle sue Cronache dei pontefici e degli imperatori (XIII secolo) e la anonima quattrocentesca Cronaca di Norimberga concordano nel raccontare l’elezione a pontefice di una donna di nobili origini, inglese ma nata a Magonza. Questa si sarebbe innamorata di un monaco benedettino e, travestendosi da maschio, lo avrebbe seguito ad Atene e poi a Roma.

DOGLIE IN PUBBLICO. Sempre facendosi credere un uomo, e grazie alla sua cultura, sarebbe poi 
salita al soglio pontificio dopo la morte di Leone IV, nell’855, e avrebbe regnato col nome di Giovanni VIII per oltre due anni.



Ufficialmente, però, fra la morte di Leone IV e l’elezione di Benedetto III passarono poche settimane. Sempre per questi testi la papessa sarebbe stata smascherata durante una processione, perché fu 
colta dalle doglie e partorì.

IL NOME DELLA PAPESSA. Polono cita il nome col quale la “papessa” si faceva chiamare: Giovanni Anglico o Angelico. Secondo il cronachista, la sua ricostruzione sarebbe confermata dal fatto che nei secoli successivi le processioni a Roma evitarono una particolare via, quella dove sarebbe avvenuto il parto.
Secondo un’altra versione, Giovanna sarebbe morta di parto e solo allora sarebbe stata scoperta.
Il domenicano Stefano di Borbone, nel suo De septem donis Spiritus Sancti, narra una storia simile, ma accaduta nel 1100.

DONNE POTENTI. Come può essere nata la leggenda? Forse per l’enorme influenza che alcune 
donne, come la patrizia Marozia, esercitarono nella Roma del X secolo, ritiene il calvinista David Blondel (1647). Altri ricordano che nel XII secolo negli ordini monastici femminili c’erano donne di grande cultura teologica e con tutte le carte in regola, tranne il sesso, per arrivare al soglio pontificio.


Un'altra incisione medioevale del parto della Papessa risalente al 1474.

MANCANO LE PROVE. Qualcuno vede nella figura “la papessa” dei tarocchi una traccia di questa 
leggenda, che fu creduta vera fino al 1600. Non sono però rimaste prove concrete della sua esistenza, 
e i protestanti furono accusati dalla Chiesa di Roma di aver inventato la storia. Nel 1998 uno studioso cattolico inglese, Peter Stanford, sostenne però nuovamente l’esistenza della papessa.


La papessa Giovanna sarebbe stata l'unica figura di Papa donna, che avrebbe regnato sulla Chiesa 
con il nome di Giovanni VIII dall'853 all'855. È considerata dagli storici alla stregua di un mito o di una leggenda medievale, probabilmente originato nel mondo ortodosso antipapale, e poi sicuramente 
ripresa dal potere temporale francese in conflitto col papato, la leggenda ottenne in Occidente un 
qualche grado di plausibilità a causa di elementi intriganti contenuti nella storia.


Secondo la narrazione, era una donna inglese, educata a Magonza che, per mezzo dei suoi convincenti e ingannevoli travestimenti in abiti maschili, riuscì a farsi monaco con il nome di Johannes Anglicus per poi salire al soglio pontificio, alla morte di Papa Leone IV (17 luglio 855), con il nome di Giovanni VIII.

La papessa non praticava l'astinenza sessuale e rimase incinta di uno dei suoi tanti amanti. Durante la 
solenne processione di Pasqua nella quale il Papa tornava al Laterano dopo aver celebrato messa in 
San Pietro, mentre il Corteo Papale era nei pressi della basilica di San Clemente, la folla entusiasta si 
strinse attorno al cavallo che portava il Pontefice. Il cavallo del Papa, impaurito, reagì violentemente 
provocando a "Papa Giovanni" un travaglio prematuro.

Scopertone il segreto, la papessa Giovanna fu fatta trascinare per i piedi da un cavallo, attraverso le 
strade di Roma, e lapidata a morte dalla folla inferocita nei pressi di Ripa Grande. Fu sepolta nella 
strada dove la sua vera identità era stata svelata, tra San Giovanni in Laterano e San Pietro in 
Vaticano. Questa strada (a quanto sembra) fu evitata dalle successive processioni papali, anche se 
quest'ultimo dettaglio divenne parte della leggenda popolare, nel XIV secolo, durante la cattività del 
papato ad Avignone, quando non c'erano processioni papali a Roma.

In altre versioni della leggenda (ad esempio in quella riportata nella cronaca di Martino Polono) la 
papessa Giovanna sarebbe morta subito al momento del parto oppure, una volta scoperta, rinchiusa in un convento.

Sempre secondo la leggenda, a Giovanna succedette Papa Benedetto III, che regnò per breve tempo, 
ma si assicurò che il suo predecessore venisse omesso dalle registrazioni storiche. Benedetto III si 
considera abbia regnato dall'855 al 7 aprile 858. Il nome papale che Giovanna assunse, venne in 
seguito utilizzato da un altro Papa Giovanni VIII (pontefice dal 14 dicembre 872 al 16 dicembre 882).


Parte essenziale della leggenda è un rito mai svoltosi, ma fantasticato e ripreso, in chiave anti-romana e con molto gusto, da autori protestanti del Cinquecento: s'immaginò che ogni nuovo papa venisse 
sottoposto a un accurato esame intimo per assicurarsi che non fosse una donna travestita (o un 
eunuco). L'esame avveniva con il nuovo papa assiso su una sedia di porfido rosso, nella cui seduta era presente un foro. I più giovani tra i diaconi presenti avrebbero avuto il compito di tastare sotto la sedia per assicurarsi della presenza degli attributi virili del nuovo Papa.

« E allo scopo di dimostrare il suo valore, i suoi testicoli e la sua verga vengono tastati dai presenti più giovani, come testimonianza del suo sesso maschile. Quando questo viene determinato, la persona che li ha tastati urla a gran voce virgam et testiculos habet ("Ha il pene e i testicoli") e tutti gli ecclesiastici rispondono: Deo gratias! ("Sia lode a Dio"). 
Quindi procedono alla gioiosa consacrazione del papa eletto. »


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